La mia piccola parte al barcamp bolognese su Accessibilità e Opensource

29 01 2010

Ecco la presentazione che ho esposto a Bologna assieme al collega all’AUSL di Bologna, Luca Ribani.

Qui il link ufficiale dell’evento e qui un mio liveblogging.

Si parlava di “Accessibilità e Opensource”.

Le slide riguardano l’attività dell”AUSL di Bologna a riguardo della intranet aziendale dove usiamo Plone da un pò.

Come sempre, i barcamp sono occasione per rivedersi e ampliare il proprio network: l’ha saputo anche il mio profilo su linkedin :)





La mappa collaborativa delle nevicate

21 12 2009

Mentre imperversa la neve nel Nord Italia, il web che parla italiano si autoorganizza.

Su suggerimento di Vanz qui, ecco un’esempio di citizen journalism collettivo che punta ad offrire un servizio reale.

Nato su Milano, si tratta di un servizio di crowdsourcing volontario da non sottovalutare: ovviamente vedremo come verrà gestito il fattore tempo.

Ma per ora ecco la mappa delle nevicate:


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Anche noi abbiamo un colore!

6 12 2009

Grande eco ha avuto la manifestazione NoBDay di ieri.

1 milione di persone (90mila per la questura) hanno manifestato a Roma: l’innovazione viene dal fatto che tutto è nato dalla rete. Infatti molti media ne parlavano, o ne sparlavano, come la manifestazione dei blogger.

Sta di fatto che dopo il Vaffanculo Day, il NoBDay è un’altra manifestazione di cittadinanza attiva nata nella rete.

Ma non è su questo su cui voglio soffermarmi.

Marco Massarotto su FF chiedeva chi è l’agenzia di comunicazione che ha gestito il processo: dalla conversazione si è fatto il nome di Casaleggio&Associati che infatti è anche dietro al movimento dei Grillini e di Di Pietro.

Infati sono i due movimenti, gli unici direi in Italia, che usano la rete in modo strategico.

Ma la differenza tra il Vday e il NoBday? Vedo subito l’emergere di un colore!

Si è scelto il viola.

Avete presente  le “rivoluzioni colorate”?

“La “rivoluzione colorata” è una strategia ormai consolidata mediante la quale gli Stati Uniti riescono ad infiltrarsi negli affari degli altri Stati. Comunque la si pensi questo deve essere a conoscenza di tutti, per poi trarre le proprie conclusioni”. Da qui.

Faccio un passo indietro: qui si dava notizia dello sbarco di George Soros e della sua Fondazione in Italia, quasi a ricollocare il belpaese in una posizione strategica che tanto ricorda l’epoca dei blocchi.

(tra l’altro mi chiedo se la scelta di current tv, la Tv di Al Gore, di essere in Italia, dopo Stati Uniti, Inghilterra, Irlanda, è in qualche modo correlata.)

Tornando a Soros, con una piccola ricerca in rete, è evidente una relazione tra le attività della Fondzione Soros e le rivoluzione colorate: di articoli ce ne sono molti( qui uno molto interessante sulla Georgia), ma questo articolo di Pace e Diritti del 2006, parla della rivoluzione, tentata vista la situzione attuale, da attuare in Bielorussia.

Chiuderei il cerchio con la dichiarazione di Berlusconi su Lukashenko.

Se ci allarghiamo a vedere il contesto geopolitico ed energetico, quale può essere il senso di questa dichiarazione?

Qui per esempio ci si chiede quale sarà il colore della rivoluzione dell’Azerbaigian.

Vedendo questo video di Casaleggio&Associati sul futuro della politica, qualcosa torna e qualcos’altro meno:





1 mese del mic tra usercamp, lezione all’unibo e ethic award

21 11 2009

Direi che in questo mese ne ho fatto di PR.

Son contento: a me piace parlare in pubblico, sopratutto quando racconto cose che mi stanno a cuore.

Ecco gli appuntamenti:

    • Barcamp: si chiamava  user camp, ed è stato il 6 novembre, a Bologna, sala Borsa.

      Iniziativa interessante partita da Dr One con l’utente al centro, finalmente.

      E’ stata l’occasione ideale per presentare Tag bologna, il progetto che prevede che gestisca un laboratorio per gli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Scienze della comunicazione pubblica e sociale, Unibo.

      Da gennaio a giugno, quindi, mi darò all’università: come strumento, avrò un blog.

      Ecco la presentazione del progetto:

       

      • Lezione all’unibo: era all’interno del corso “comunicazione e marketing“, sempre all’interno del Corso di Laurea Magistrale in Scienze della comunicazione pubblica e sociale.

      Mi son divertito ed ho cercato di fare una incursione sul mondo del web 2.0 con focus sugli usi socialiQui tutti i link che ho utilizzato: una panoramica generale, con fughe verso le eccellenze. Ho utilizzato tutti materiali disponibili in rete, cercando di stimolare i “discenti”.

       

      • Premio per le aziende impegnate per un futuro sostenibile, l’ethic award: ne ho parlato su crossmode (qui e qui) visto che ero invitato a parlare da blogger sulle “cose interculturali”.

      E’ stato molto molto interssante parlare nella sede del Sole24ore, davanti a circa 80 imprenditori, dell’Italia interculturale: sembravano interessati… appena ho il video, lo posto qui.





      Dal web partecipativo al bilancio partecipativo: da Porto Alegre al Mulino bianco. L’engagement su web è una forma di cittadinanza attiva?

      20 11 2009

      Sia il meeting bocconiano “Dalla filiera alla rete: le nuove regole di ingaggio della comunicazione digitale“, e sia l’articolo di Luca Conti uscito in prima giovedì su Nova del Sole24Ore, confermano che il valore della partecipazione è un must aziendale, sopratutto per le comunity on line.

      Ma il coinvolgimento e la partecipazione dell’utente/cliente, mi richiamano le mie esperienze nella progettazione partecipata, nella gestione di progetti sociali di  cittadinanza attiva.

      Le aziende sono interessate ad investire sui social media per creare relazioni durature e proficue con i propri clienti: per questo diventano “produttrici di contenuti” e invitano i membri delle comunity a crearne altri, senza un coordinamento gerarchico ma puntando sul coinvolgimento spontaneo scatenato dal brand.

      Ma se l’obiettivo delle imprese su web non è solo vendere ma creare relazione, è l’engagement, il bilancio partecipativo (il caso di Porto Alegre è il più famoso) è un modello di co-gestione di parti del bilancio economico di Enti Pubblici (o privati) che punta ad una co-gestione e responsabilizzazione dei cittadini, attivando processi condivisi.

      Dal web partecipativo a bilancio partecipativo, non vedete una relazione?

      Oltre al nomi, engagement è proprio il termine utilizzato in Francia per parlare di cittadinza attiva, e poi comunity, reti sociali, vedo analogie negli obiettivi.

      Le aziende, vedi l’esempio nel mulino che vorrei , danno sempre più importanza ai clienti come ideatori, costruttori e diffusori di contenuti: i prosumer sono una forma di patrimonio delle aziende, primi percettori del reale valore del brand, quasi fossero sentinelle.

      Se replichiamo il concetto, sostituendo al Mulino Bianco un Comune, un territorio, i cittadini partecipano attivamente alle scelte.

      Ricordate la campagna di comunicazione di Bertinotti di qualche anno fa in cui ognuno poteva  specificare i prorpi desideratasu dei post it?

      In quel caso fu solo un’operazione di comunicazione ma, senza citare l’esempio di Porto Alegre, gli esempi di bilancio partecipativo a livello europeo ormai sono consolidati e l’ultimo libro di Giovanni Allgretti , conferma che la tendenza ormai è da considerarsi prassi.

      Attaccamento al brand e attaccamento al territorio, partecipazione alle scelte aziendale a pubbliche, diffusione del valore: le analogie tra pubblico e privato sono molte. Tra l’altro il bilancio partecipativo può venire adottato anche per recuperare la fiducia dei cittadini, magari a seguito di qualche fatto che aveva causato un’allontanamento, quasi fosse un’operazione di branding.

      In ballo c’è la reputazione, la social responsability, la trasparenza, la credibilità: che sia politica o commerciale, che sia per le corporate o per le PA, il valore della partecipazione è indubbio, senza citare G.Gaber.

      Reputazione, comunità, ascolto attivo,  condivisione, partecipazione, trasparenza, sono le stesse tag che userei per definire la cittadinza attiva nel sociale e le comunità on line dei brand.

      Da una parte la cosa pubblica, dall’altra le corporate. Ma ci sono analogie anche per gli strumenti?

      Ossia, possiamo considerare i social media come strumenti ideali per gestire relazioni e processi decisionali anche per la cosa pubblica?





      Amami, stringimi e geolocalizzami

      22 10 2009

      Ricordate Jannacci e il suo Silvano?

      Ecco dopo “amami, stringimi, sgonfiami…“, nella versione contemporanea aggiungerei  geolocalizzami.

      Mille applicazioni, io l’adoro questa possibilità infografica, poi dipende dagli usi. Ovviamente.

      Comunque riporto alcuni punti usciti dal ReadWriteWeb, un team che sta monitorando le forme più evolute di geolocalizzazione. Da www.readwriteweb.com

      1. Getting Around: Users can move from place to place by obtaining real-time data on traffic jams through sites like Waze.
      2. Meeting Others: Real-time updates from friends allow users to organize meetings through sites like Travel and Gather and Platial.
      3. Finding Items and Services: Real-time services allow users to gain instant information on nearby services and products. For example, users can get free food through updates from Portland-based Urban Edibles

      Le applicazioni sono molteplici anche qui in Italia, dai luoghi d’interesse pubblico, vedi www.salute.bologna.it , ad un uso privato, vedi www.italoblog.it/google/mappa.

      Ma basta andare a New York per trovare l’applicazione più simpatica  gawker.com/maps/smell , o per scoprire il nuovo progetto di Steven Johnson outside.in .

      L’applicazione più pesante? E’ locator.thevision2020.com che negli USA permette di localizzare su di una mappa le abitazioni delle persone con precedenti e/o accuse di violenza o abuso sessuale  (via metilparaben).

      Per chiudere e alleggerire, mi regalo questa versione di “Silvano” con Jannacci, Cochi e Renato:





      Amore nucleare

      22 10 2009




      Bacari e web: e si và al veneziacamp2009

      21 10 2009

      Anch’io ci vado e mi moltiplicherò visto che vorrei seguire tutto ciò che si dirà su web e imprese e web e Pubbblica Amministrazione (fortuna che non si parla di web e no profit, sennò vorrei anche quello).

      Il programma è ampio e da come è stato gestito on line, credo sarà molto partecipato.

      Info?

      barcamp.org/veneziacamp2009

      Da mezzo veneziano, son molto felice di unire baccari e  web: hyperlocale fritto, con gradazione alcolica geolocalizzata, aggiungerei un pizzico di gratis alla Chris Anderson :) , vedi tapas spagnole, e il gioco è fatto.





      Anch’io un pò alla 45 giri film festival di Bologna

      21 10 2009

      Vi piace? Amici che partecipano ad un festival, chiamato 45 giri, e fanno una clip.

      Come si partecipava? Ad ogni troupe iscritta  era assegnato per estrazione un brano musicale sul quale ha realizzato un videoclip…

      Anche questo è Bologna…dopo le 50 ore film festival (ora cerco l’altro corto e lo posto) ecco un’altra giocata memorabile.

      Io purtroppo ho partecipato solo al brainstorming (molto storming…) del venerdì sera perchè poi il sabato e domenica ero a Ferrara per il festival dell’internazionale (vedi qui e qui).

      Ma gli altri…

      BRAVIIII





      I Facebooked your mom

      21 10 2009

      facebook social network marketing

      Da qui.